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LEGIONELLA


Che cos'è la Legionella?
La Legionella è un batterio saprofita, ovvero ottiene le sostanze che gli sono necessarie dalle materie organiche in decomposizione. La sua temperatura ottimale di moltiplicazione è compresa tra 25 e 42°C con un pH dell'acqua da 5 a 7; il suo tempo di sopravvivenza è stimato in circa 12 mesi.
La presenza di un batterio di Legionella in acqua non è sinonimo di epidemia mortale. Esistono infatti più di 30 specie di Legionella, di cui una ventina patogene per l'uomo.
La Legionella Pneumophila è la specie maggiormente responsabile di malattie. Le conseguenze provocate dal contagio con questo batterio sono di due tipi: la prima è la Febbre di Pontiac, che spesso non viene diagnosticata per i sintomi simili a quelli dell'influenza; la seconda, molto grave e virulenta, è legionellosi, una grave forma di polmonite con una percentuale di mortalità fino al 15%.

legionellosi: l'infezione da legionelle può dar luogo a due distinti quadri clinici: la Febbre di Pontiac e la Malattia dei Legionari.
La Febbre di Pontiac, dopo un periodo di incubazione di 24-48 ore, si manifesta in forma acuta senza interessamento polmonare, simil-influenzale, e si risolve in 2-5 giorni. I prodromi sono: malessere generale, mialgie e cefalea, seguiti rapidamente da febbre, a volte con tosse e gola arrossata. Possono essere presenti diarrea, nausea e lievi sintomi neurologici quali vertigini o fotofobia.
La Malattia dei Legionari, dopo un periodo di incubazione variabile da 2 a 10 giorni (in media 5-6 giorni), si manifesta con interessamento polmonare di discreta o notevole gravità.
Il quadro polmonare ha esordio brusco con malessere, cefalea, febbre e tosse lieve, che si accentua con il comparire dei sintomi respiratori.


Dove vive? Quali sono le fonti di contaminazione?
Il batterio della Legionella vive preferibilmente nell'acqua, con una temperatura variabile compresa tra 5°C e 60°C.
Si annida nelle tubazioni, nelle distribuzioni da scambiatori istantanei e scaldabagni, nei serbatoi di acqua calda e nelle tubazioni. Le colonie di batteri della Legionella hanno una dimensione di circa 1 mm e possono essere trasportati anche a grandi distanze per mezzo di un aerosol d'acqua le cui goccioline abbiano un diametro superiore a 2-3 mm. Ecco perché le apparecchiature che generano aerosol d'acqua (come docce, idromassaggi e nebulizzazioni di ogni genere), possono costituire mezzi per la diffusione dei batteri, solo qualora l'acqua da essi polverizzata ne contenga. Anche gli impianti di condizionamento dell'aria dotati di umidificatori e raffreddatori evaporativi possono essere fonti di diffusione.
La fonte di contaminazione di Legionella più importante è comunque esterna all'impianto di condizionamento in quanto i batteri vengono molto spesso trasportati dall'aria di rinnovo.
Questo succede in un numero assai elevato di casi, qualora in prossimità della bocca di aspirazione dell'aria di rinnovo (fino a 200 metri) esista una torre di raffreddamento che è stata identificata come la più pericolosa fonte potenziale di contaminazione (essa tratta acqua di ricircolo a temperatura compresa tra 25 e 40°C con presenza frequente di alghe e bio-organismi).

Quali sono le misure per prevenire il rischio di diffusione batterica della Legionella?
Le misure per minimizzare il rischio di diffusione batterica attraverso gli apparecchi a nebulizzazione consistono in:
  1. l'utilizzo di acqua di alimentazione batteriologicamente pura
  2. l'abbattimento per mezzo di separatori delle gocce residue di acqua eventualmente non evaporata
  3. l'eliminazione definitiva dall'apparecchio di ogni tipo acqua stagnante
  4. l'esclusione della nebulizzazione di acqua ricircolata
Inoltre, per rendere più sicuri gli umidificatori a nebulizzazione è necessario che
  • tutta l'acqua nebulizzata provenga dall'impianto idrico potabile che trasporta acqua batteriologicamente pura
  • l'aria compressa di trasporto provenga da un ciclo di compressione nel cui ambito la temp. raggiunta è tale da eliminare qualsiasi forma di vita batterica
  • l'acqua nebulizzata e non evaporata non venga in alcun modo riutilizzata o rimessa in circolo con una nuova nebulizzazione, bensì eliminata
  • al termine di ogni fase di umidificazione il sistema attivi un ciclo di svuotamento degli ugelli nebulizzatori mediante passaggio di sola aria compressa per asciugare completamente tutte le parti interessate da flusso misto aria-acqua e quindi escludere le condizioni di sopravvivenza dei germi accidentalmente presenti
È infine opportuno notare che gli unici umidificatori universalmente riconosciuti come esenti da diffusione batterica siano quelli a vapore in quanto esso non contiene batteri.

Umidificazione

  • 22/10/2008 - CompactSteam

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